Polestar ha dato il via al primo di una serie di test crash durante lo sviluppo della Polestar 1 che adotta una struttura in polimeri rinforzata con fibra di carbonio.

L’ingegnere di Polestar, Thomas Ingenlath, ha confermato la bontà dei dati e dei calcoli raccolti per costruire la vettura.

La flessione dell’acciaio impiegato aiuta le zone di deformazione a ridurre la quantità di energia che raggiunge gli occupanti del veicolo mentre la fibra di carbonio ha il compito di dissipare l’energia, frantumandosi.

Gli ingegneri hanno studiato molto anche il modo con cui il corpo vettura in acciaio e la struttura in fibra di carbonio che lo rafforza hanno gestito le forze estreme che si generano in caso di impatto.

Un prototipo della Polestar 1 è andato contro una barriera fissa ad una velocità di 56 km/h, simulando una collisione frontale: la maggior parte dell’energia è stata assorbita dalla struttura di acciaio mentre la restante è stata attenuata dai pannelli in fibra di carbonio.

Il risultato è che il corpo vettura è rimasto rigido senza segni di flessione o disallineamento dopo l’incidente.

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