Podio GP Germania 2019, Vettel bacia coppone / Foto: Scuderia Ferrari Press Office

Ieri, nel Gran Premio di Germania 2019 di F1, Sebastian Vettel ha fatto un rimontone da leccarsi i baffi: per il tedesco finalmente una gara robusta, senza errori. Partiva ultimo, aveva il dente avvelenato e la sua grinta è stata premiata con un secondo posto ottenuto con il coltello tra i denti. Bene.

E Seb ha riscattato il pastrocchio commesso esattamente un anno fa, quando finì contro le barriere quando aveva tutte le possibilità per vincere il gran premio.

Che corsa speciale! Mi sono divertito molto anche se non è stata per niente semplice, e spesso mi è sembrata simile a una lotteria.

Ora, la rimonta mostruosa ed esaltante c’è stata ed ha un peso morale nella testa di Seb non indifferente se consideriamo che i piloti Mercedes ieri hanno sbagliato molto e che anche Max Verstappen, il vincitore, si è concesso un trecentosessanta gradi conclusosi positivamente e senza conseguenze.

C’è stato anche il riscatto della prestazione dello scorso anno. Ma sarà anche rilancio per Seb? Questo lo vedremo già domenica prossima in Ungheria.

Non credo che Vettel sia diventato un brocco, è pur sempre un 4 volte campione del mondo ma la speranza di tutti gli appassionati di F1 è che il tedesco dia ora continuità a questo risultato epico ottenuto ieri.

Infine, qui di seguito, vi riporto il commento ufficiale di Seb dopo il GP:

Che corsa speciale! Mi sono divertito molto anche se non è stata per niente semplice, e spesso mi è sembrata simile a una lotteria. È stata lunga e intensa, al punto che non sono sicuro di riuscire a ricordarmi tutti gli episodi. A tratti è stato complicato, specialmente quando, con le gomme intermedie, la pista era insidiosa e scivolosa. Al via ho recuperato molte posizioni e ho continuato anche nei primi giri di gara, anche se la visibilità era veramente poca. Poi ho faticato parecchio a prendere il ritmo perché non mi sentivo completamente a mio agio con le gomme che sentivo degradare in maniera significativa. Non capivo se era la pista che stava peggiorando o gli pneumatici che si stavano deteriorando, per cui non mi fidavo a spingere troppo.

In gare come queste quello che conta veramente è arrivare in una buona posizione nei giri finali. Mi sa che ero ottavo quando l’ultima Safety Car è entrata in pista: a quel punto c’erano un gran numero di decisioni da prendere ma nel complesso siamo riusciti a gestire le cose al meglio fino a quando c’è stata la possibilità di montare le slick. Quando la pista ha iniziato ad asciugarsi, con le gomme Soft, ho finalmente ritrovato le sensazioni giuste e sono riuscito a spingere riconquistando posizioni fino al podio.

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