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Interlagos, San Paolo, Brasile. Domenica 12 Novembre 2017. Fernando Alonso, McLaren, sulla griglia.

Fernando Alonso correrà nel 2018 la sua 17esima stagione in Formula 1. È una bella cifra.

Lo spagnolo ha vinto il mondiale due volte nel biennio 2005-06 con la Renault, poi lo ha sfiorato l’anno successivo con la McLaren.

Successivamente lo ha accarezzato ancora un paio di volte con la Ferrari. Poi le tre stagioni abissali alla McLaren quasi lo hanno mandato al manicomio. In particolare, la responsabilità è da addebitare specialmente al deficit di potenza della power unit Honda.

Il prossimo anno Alonso ha confermato il suo impegno in F1, sempre alla McLaren che però sarà motorizzata Renault. Il miglioramento, sulla carta, dovrebbe essere netto. Certamente, molto poi dipenderà dalla McLaren e dalla sua capacità di costruire una buona macchina e di saperla sviluppare nel corso della stagione.

Ma a me sarebbe veramente piaciuto vedere Alonso schierato al fianco di Vettel, in Ferrari, nel 2018.

Così facendo, Vettel si sarebbe ritrovato al fianco un pilota con una grande fame di rivincita. Certamente la carta d’identità comincia a giocare a suo sfavore ma l’idea di schierare alla Ferrari due piloti del calibro di Seb e Fernando mi stimolava l’appetito.

Vettel non accetterebbe mai.

Kimi Räikkönen, che ieri in Brasile, non ha corso male, chiudendo al terzo posto e bloccando la rimonta di Hamilton, è comunque un pilota che ormai non ha più molto da dire in F1. Almeno da quanto si percepisce dall’esterno.

Il bilancio, quando manca una sola gara al termine della stagione, parla chiaro: Kimi è quinto nel mondiale, dietro anche a Ricciardo, con 193 punti. Il finlandese ha incassato 103 punti in meno di Vettel.

Ma forse, pensandoci bene, riprendere Fernando, che tante volte si è lamentato pubblicamente dello scarso stato di forma della sua Ferrari (a Montezemolo ancora oggi fischieranno le orecchie…) non sarebbe una bella mossa mossa. In fondo, le minestre riscaldate, in generale, non hanno mai funzionato troppo.

Detto questo, a me piacerebbe davvero vedere un secondo pilota affamato di successi alla Ferrari. E talentuoso ovviamente.

Un secondo pilota che dovrebbe essere l’incubo peggiore della prima guida. Vorrei un secondo pilota con le palle fumanti. Il primo nome che mi viene in mente, ad oggi, è quello di Verstappen.