Byrne nel 2002, il primo da destra ovviamente - Foto: Ferrari

Dopo le scoppole prese finora in campionato, la Ferrari cerca di dare una bella sterzata per invertire la disastrosa rotta imboccata. C’è molto lavoro da fare, molte sono le incognite e poco il tempo a disposizione.

Qualcosa si muove. Apparentemente. Nel comunicato stampa pubblicato ieri dalla Scuderia Ferrari Mission Winnow (il nome ufficiale andrebbe cambiato…), si informa che la struttura organizzativa dell’area tecnica sarà rivista.

Dunque, i nomi restano gli stessi ma quello che cambia è la struttura non più orizzontale ma verticale con evidenti maggiori responsabilità dei singoli posti al vertice delle varie aree.

E veniamo ai (soliti) nomi. Enrico Cardile gestirà la nuova area denominata Performance Development. Quest’ingegnere prima era a capo dell’aerodinamica. Laurent Mekies rimane Direttore Sportivo e responsabile delle attività in pista come anche Simone Resta continuerà a essere il massimo responsabile dello sviluppo del telaio.

Mattia Binotto non si tocca e rimane Managing Director e Team Principal ma la vera novità secondo me riguarda Rory Byrne, il bravissimo progettista che ha fatto la fortuna della Rossa nel periodo degli scroscianti successi epocali di Schumi (ve li ricordate vero?). Il progettista sudafricano lavorerà dunque con Cardile: il talento c’è ma la carta d’identità segna 1944 come data di nascita. Quindi la speranza è che qualche guizzo d’ingegno possa uscir fuori anche a questa età. E poi, peggio di così…

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