Festa Ferrari ieri a Monza - Foto: Ferrari

Tutti ci aspettavamo un Sebastian Vettel protagonista a Monza e invece Charles Leclerc lo ha annichilito sia in qualifica che in gara. La potente e commuovente vittoria del monegasco si contrappone fragorosamente al pastrocchio confezionato in pista da Seb.

Nel paddock si sottolinea il fatto che Leclerc non abbia tirato la scia a Vettel nel secondo tentativo in Q3 a Monza, come concordato in precedenza (secondo tentativo che poi è saltato per colpa di Sainz e Hülkenberg che si sono presi una semplice reprimenda). Al primo tentativo, Seb ha tirato la scia a Charles.

Insomma, Leclerc sarebbe/è un birbantello che comunque piace e vince. Secondo me un campione deve essere anche un po’ birbantello e fruitore della modalità squalo altrimenti si rischia di diventare troppo ragioniere. La F1 non ha bisogno di ragionieri.

Andrea Camilleri, l’AD Ferrari, ha sottolineato come sia un dovere risollevare il morale di Seb che è un pilota straordinario. Camilleri è sicuro che Seb tornerà forte.

Ma il punto è che la realtà attuale dipinge un quadro a tinte fosche per Seb che deve confrontarsi con un giovane pilota, veloce e affamato. Passano gli anni e la pressione in Seb sembra essere cresciuta negli ultimi due anni e i tanti errori di guida lo testimoniano. Ieri, a Monza, in gara, Leclerc sembrava un professore.

Il contratto di Vettel con la Ferrari scade a fine 2020 e al momento credo che tutto sia aperto. Dipenderà tutto dai risultati ottenuti in pista.

Charles adesso sembra un numero uno, osannato (giustamente) dai tifosi ma Seb potrebbe anche tornare forte già a Singapore fra meno di due settimane. E sarà anche arrabbiato per “la scorrettezza istituzionale” di Charles di sabato scorso. Ma contrastare un pilota così affamato e veloce come Charles comincia a diventare per Seb un’impresa robusta.

Ma vi ricordate con quale ardore Charles ha contrastato Lewis Hamilton in gara ieri, quando il britannico ha provato a superarlo ? Non pensiate che voglio rispondere alla domanda posta nel titolo dell’articolo con quest’altra domanda…

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