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MARKETING — Il Marchio dell’Alfa Romeo era già ospitato sulla livrea delle Ferrari in Formula 1 ma il partenariato annunciato ieri ha un peso ben diverso. L’Alfa Romeo diventerà Title Sponsor della scuderia elvetica Sauber la cui denominazione ufficiale nel 2018 diventerà Alfa Romeo Sauber F1 Team. L’accordo prevede anche che ingegneri Alfa Romeo collaborino con quelli svizzeri in questo nuovo progetto in F1 ma anche nel settore automotive in generale.

Il ritorno di Alfa Romeo in questi termini in F1 va vista prevalentemente come una mossa commerciale. La Formula 1 rimane, nonostante la crisi innegabile che sta vivendo, un grande contenitore che dà tanta visibilità a livello globale e Alfa Romeo ha un grande bisogno di farsi pubblicità e tornare grande nei più grandi mercati quali, ad esempio, quello americano.

TANTA STRADA DA FARE — Ma per riportare l’Alfa Romeo ai successi del passato di strada da fare ce ne corre ancora molta. Ad Arese, il mitico luogo dedicato alla produzione dei modelli Alfa Romeo, adesso c’è solo il Museo dedicato al Marchio. La produzione lì non c’è più.

Per fare un esempio, il motore 2.9 V6 Bi-Turbo da 510 CV montato sul SUV Stelvio è di derivazione Ferrari.

Quindi, tornando al presente, è importante che la Alfa Romeo faccia bene in F1 l’anno prossimo e non collezioni epiche figuracce un po’ come hanno fatto la Honda e la McLaren negli ultimi 3 anni. Questo è l’augurio che ci facciamo tutti.

Questo è un primo passo verso un qualcosa di più consistente. Un giorno mi piacerebbe davvero vedere un team di F1 gestito direttamente dall’Alfa Romeo. Ma questo è uno scenario lontano anche perché fare F1 oggi è estremamente costoso.

Perché vince la Mercedes? Perché ha un budget mostruoso e perché ha speso bene i suoi denari, ovviamente. Ma è il budget che fa sempre la differenza.