La promettente partenza di Vettel di ieri. Foto: Ferrari.

Giorni tristi in casa Ferrari, sportivamente parlando e non: il patatràc di Seb Vettel in Germania fa davvero male.

L’errore, al 51esimo giro, è stato davvero leggero ma la mazzata morale e di punti mancanti è poderosa.

Fa male a Vettel, fa male al popolo ferrarista soprattutto pensando all’immagine di Hamilton che in qualifica spingeva la monoposto a bordo pista. E pensando alle condizioni di salute severissime in cui permane il Presidente Sergio Marchionne (per me rimane il Presidente).

Vettel ha pagato davvero a caro prezzo questo piccolo errore, un errore da dilettante. Ieri, persino Grosjean è riuscito a portare la monoposto al termine del Gran Premio…

Non è la prima volta che Seb fa harakiri in un momento decisivo della stagione (sì perché da ora in poi tutti i momenti saranno decisivi): la domanda allora è ‘Vettel è capace di gestire la pressione?’.

I ferraristi si auspicano un pronto riscatto a partire da domenica prossima in Ungheria. Le palle devono fumare a tutti perché bisogna vincere per il Presidente.

Seb: “Non c’è molto da dire: ho fatto un errore e l’ho pagato carissimo in termini di risultato. Ho frenato appena troppo tardi prima della curva, ho bloccato le ruote anteriori e poi le posteriori e non sono riuscito a girare. Penso che fino a quel momento avessimo fatto tutto nel migliore dei modi, avevamo il ritmo giusto e controllavamo la gara. E’ stato un mio errore e sono deluso, ma non credo che ci sia bisogno di mostrare ancora quello che siamo capaci di fare. Siamo stati competitivi dappertutto, per cui non vedo l’ora di correre in Ungheria.

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