

La Porsche Mission S non è una hypercar costruita in un unico esemplare ma rappresenta la piattaforma sulla quale Porsche costruirà una supersportiva a motore centrale da collocare nella gamma al di sopra della 911. Alcune caratteristiche distintive di questa Mission S sono: i parafanghi “torpedo”, l’iconica linea del tetto e il rapporto larghezza-altezza. Un’altra caratteristica che va un po’ “scovata” consiste nella linea principale continua che collega la firma luminosa anteriore con quella posteriore.
Non mancano i richiami ai modelli Porsche del passato. Ad esempio, i fari circolari e i parafanghi pronunciati ricordano la 911. Le linee di giunzione che si uniscono alla firma luminosa rievocano i modelli G. È possibile associare mentalmente (e spritualmente) il frontale ribassato alla GT1 mentre la linea dinamica del tetto sotto l’alettone ricorda l’iconica 959. Proprio l’alettone si sviluppa raggiungendo la sezione posteriore. Il motore è collocato al centro della vettura perché questa è l’architettura scelta che va ad influenzare inevitabilmente le proporzioni del prototipo. Sotto il profilo tecnico, la ventola di raffreddamento si ispira a quella della Porsche 917. Il nuovo disegno per i cerchi si ispira invece al classico motivo a “disco del telefono” della 928.
L’abitacolo si distingue per la semplicità ed il giusto mix fra comandi fisici e digitali. La strumentazione dietro il volante si basa su cinque indicatori circolari dei quali quello centrale è il contagiri con lancetta analogica e schermo retrostante. Una chicca: a seconda della modalità di guida, il contagiri si avvicina o meno al guidatore con lo scopo di aumentarne la concentrazione. Come da tradizione, si posiziona sempre a sinistra del volante l’alloggiamento per la chiave speciale. Sul cruscotto si notano i nuovi comandi con funzione push-pull mentre anche l’elemento Sport Chrono è stato reinterpretato. La scelta di Porsche, che io condivido pienamente, non ha previsto l’impiego di uno schermo centrale né tantomeno di uno schermo dedicato al passeggero. Un sistema retrattile per smartphone, compatibile con la tecnologia MagSafe, li sostituisce.
La presentazione di questa concept car è avvenuta nel Queens, a New York, con vista sullo skyline di Manhattan. La scelta non è stata casuale perché nel lontano 1953 fu presentata nello stesso molo la Porsche 550 Spyder, vettura anch’essa con motore centrale. Del resto, gli Stati Uniti continuano ad essere un mercato centrale per Porsche.

































