Da destra: Ferdinand Porsche, suo figlio Ferry e Erwin Komenda davanti alla 356 No. 1 a Gmünd (1948). Foto: Posche AG.

Era l’8 giugno 1948 e la roadster Porsche 356 No 1 ottenne la relativa omologazione. Ma l’idea della sua costruzione fu concepita nell’estate del 1947. Secondo i documenti dell’epoca, i lavori sulla prima sportiva Porsche della storia iniziarono il 17 luglio 1947 a Gmünd, in Carinzia (Austria). E il 5 febbraio 1948, Ferry Porsche poté mettersi al volante della Numero 1 per la prima volta.

Questa “Gmünd Roadster” – si parla di un prototipo – è spinta dal motore boxer 4 cilindri da 1,1 litri raffreddato ad aria. Questo motore è costruito dalla Volkswagen: la potenza erogata ammonta a 35 CV (26 kW). Il peso contenuto della vettura (585 kg), provvista di motore centrale e di un telaio tubolare in acciaio, permetteva alla roadster di raggiungere i 135 km/h di velocità massima.

Il telaio montava assali anteriore e posteriore provenienti dalla VW Maggiolino mentre la carrozzeria in alluminio poteva sfoggiare un coefficiente di resistenza aerodinamica di 0,462. Tornando per un attimo al motore boxer da 1131 cm³, esso aveva, in un primo momento, una potenza di 25 CV (18,4 kW) associato ad un cambio a 4 rapporti non sincronizzato. La potenza fu aumentata a 35 CV e la coppia passò da 67 (disponibile a 2.000 giri/min) a 69 Nm (2.600 giri/min).

Porsche vendette la 356 No 1 a un rivenditore di auto di Zurigo, Rupprecht von Senger, per 7.000 franchi svizzeri. Quest’ultimo la rivendette, incassando 7.500 franchi svizzeri. Nel 1958, Porsche riacquistò la sportiva che adesso è collocata nel bellissimo Museo Porsche di Zuffenhausen.

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