Lauda ingaggiato per il Campionato del Mondo F1 1974 - Foto Ferrari

La F1 continua a rendere omaggio alla memoria di Niki Lauda, deceduto nella notte tra lunedì e martedì scorso.

In un post molto lungo, il Cavallino definisce Lauda come un lavoratore instancabile, un computer ante litteram, un maniaco della precisione ma anche un uomo capace di cedere alla follia, un innovatore ed un campione.

E campione lo è stato anche materialmente, considerando i suoi due titoli mondiali 1975 1977 mentre il terzo arrivò nel 1984 con la McLaren.

Niki lo pensiamo subito presente nel box Mercedes come è successo fino all’anno scorso ma non dobbiamo dimenticarci che, malgrado la fine turbolenta della relazione con il Cavallino, Niki era tornato a Maranello come consulente nel 1993.

Di seguito, riporto alcune brevi dichiarazioni ufficiali del vicepresidente Piero Ferrari e dell’attuale team principal, Mattia Binotto.

Piero Ferrari:Quella di oggi è una giornata molto triste per me che Lauda l’ho visto correre ma anche per tutti gli appassionati della Ferrari e della Formula 1. Niki ci lascia dopo aver sofferto tanto, e questo mi addolora. Ha vinto molto con la Ferrari, lo ha fatto anche con altri team, ma è sempre rimasto un amico. È stato un pilota fantastico, un imprenditore capace e una persona straordinaria. Mi mancherà”.

Mattia Binotto:I miei ricordi di Lauda sulla Ferrari fanno parte dell’infanzia quando da bambino vedevo lui e Regazzoni vincere con il Cavallino Rampante sulle piste di tutto il mondo. Avevo meno di dieci anni e nel mio immaginario era un cavaliere senza paura. Una volta in Formula 1, il mio rapporto con Niki è sempre stato di stima reciproca.

Credo che grazie alla sua bravura e al suo indubbio carisma abbia contribuito a far conoscere e amare nel mondo il nostro magnifico sport. Ricordo con affetto quella volta in cui mi disse che con il mio approccio svizzero sarei stato la persona adatta a mettere ordine nell’italianissima Ferrari… Dopotutto Niki era così, una persona schietta e diretta con la quale non sempre si era d’accordo ma cui non si poteva non voler bene.

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