L'abbraccio con Vettel che si è complimentato subito con Ham in Messico, 2018. Foto: By courtesy of Pirelli.

Lewis Hamilton sta scrivendo la storia della F1 dopo aver colto ieri in Messico il quinto titolo mondiale piloti: solamente altri due piloti c’erano riusciti prima. E mi riferisco a Juan Manuel Fangio e a Michael Schumacher.

“È una sensazione molto strana in questo momento. Sono con la Mercedes da quando avevo 13 anni, fino a completare tutto ciò, quando Fangio lo fece con Mercedes, è una sensazione incredibile. È un po’ surreale al momento…”, ha commentato Lewis ieri, al termine della corsa.

Quest’anno la SF71H sembrava davvero avere tutte le carte in regola per puntare al successo finale ma poi dopo la vittoria di Vettel in Belgio, Hamilton ha infilato una striscia poderosa di 4 vittorie consecutive che lo hanno spedito in orbita (Italia, Singapore, Russia e Giappone). E che hanno annichilito la Ferrari che si è un po’ persa in quelle poche settimane decisive. E anche Seb si è un po’ perso…

E nella gara probabilmente più schifosa della stagione per la Mercedes, Lewis si è laureato campione del mondo, semplicemente intascando un misero quarto posto lontano anni luce dal vincitore Verstappen (oltre 1 minuto e 18 secondi).

Ma anche nel 2008, Ham vinse il primo titolo con il quinto posto (Massa si starà ancora disperando per quella gara, comprensibilmente) e lo scorso anno si prese il quarto titolo con il nono posto ottenuto ancora una volta in Messico. Hamilton c’è sempre in agguato.

Detto questo, la domanda che tutti ci facciamo adesso, naturalmente è sempre la stessa: Lewis sarà in grado di raggiungere Schumi a quota 7 nei prossimi due anni prima della rivoluzione dei regolamenti? Dipenderà molto dalla macchina e dalla sua capacità di non commettere errori quando la pressione sale. Il talento del britannico è un dato di fatto ormai.

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