

L’Amministratore Delegato di Volkswagen, Oliver Blume prevede di dover tagliare nei prossimi anni fino a 100.000 posti di lavoro, secondo quanto riportato da Manager-Magazin-de. Si tratterà di una drastica intensificazione dei tagli occupazionali che porterà gradualmente alla chiusura di quattro stabilimenti in Germania ( Hannover, Zwickau, Emden, nonché un impianto a Neckarsulm) una volta che si sarà esaurito il ciclo di vita dei modelli lì prodotti.
È evidente che tutti i costruttori europei di auto stiano cominciando (e da tempo) a vivere momenti drammatici. I conti cominciano a non tornare. Le conseguenze saranno sempre più impattanti a livello sociale. Le scelte dei decisori europei sono state sbagliate (penso specialmente al divieto di vendere nuovi veicoli con motore a combustione dal 2035).
Non dimentichiamoci che i costruttori europei dovranno pagare multe pesantissime se non rispettano determinati parametri relativi alle emissioni di CO₂ dei modelli venduti. Trovo che sia veramente assurdo: i decisori europei mettono pesanti multe ai costruttori di auto…europei! Non ho più parole. Io penso che, andando avanti di questo passo, i costruttori europei rischieranno la chiusura. Prima di chiudere la baracca, è evidente che si proverà a restare a galla chiudendo qualche stabilimento o facendo alleanze (mettendosi a 90 gradi). E l’industria dell’auto cinese ringrazia: basta vedere i numeri di vendita dei modelli cinesi in Europa ma anche in Italia. Sono in continua crescita. Se i decisori europei non si danno una svegliata, penso veramente che l’industria europea dell’auto sia destinata a sparire. Forse resteranno i marchi storici quali Ferrari o Lamborghini. Quanta amarezza…