Il team Mercedes di Formula 1 ha condotto un’investigazione completa su quale fattore non abbia consentito di vincere il Gran Premio d’Australia di domenica scorsa e l’esito è il seguente: un bug che ha colpito uno strumento offline utilizzato dalla scuderia tedesca per ottenere i tempi delta il cui calcolo esatto avrebbe permesso a Lewis Hamilton, nel caso specifico, di rientrare in pista davanti a Vettel dopo il suo pit stop.

In realtà il problema non è stato con il software che usiamo per la strategia di gara ma con uno strumento offline con cui creiamo questi tempi delta. E abbiamo trovato un bug in questo strumento e ciò significa che esso ci ha dato il numero sbagliato,” ha spiegato Andrew Shovlin, capo degli ingegneri di pista Mercedes, in un video confezionato per spiegare quanto accaduto.

L’ingegnere britannico di Liverpool continua la sua analisi: “Ora, il numero che stavamo calcolando era intorno a 15 secondi ed in realtà il numero era leggermente inferiore ai 13 secondi, quindi è stato questo che ha creato il nostro delta. Ecco perché pensavamo di essere al sicuro. Pensavamo di avere un po’ più di margine e poi si è visto il risultato. Siamo rimasti dietro, eravamo al secondo posto, è molto difficile superare e non siamo riusciti a passare.

Shovlin ha poi sottolineato come Hamilton avrebbe potuto spingere di più se gli fosse stato chiesto ma sappiamo che il pecoreccio bug ha messo i bastoni tra le ruote.

Infine, la scuderia tedesca sottolinea come farà di tutto affinché un episodio del genere non si ripeta in futuro…

Fra 9 giorni in Bahrain, vedremo se la Mercedes saprà fare di nuovo bene i conti.

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