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Fiat Uno Turbo i.e.

05 Gennaio 2026 | 12:07

Foto: Stellantis

Ecco la sportiva che portò il turbo nel Segmento B. Correva l'anno 1985.

La Fiat Uno Turbo i.e. è la piccola sportiva, presentata nella primavera del 1985, provvista di turbo. La produzione si condensò in due fasi raggiungendo complessivamente le 50.000 unità fino al 1994. Me la ricordo molto bene all’epoca e ricordo quanto catturasse i sogni di un ragazzino, già appassionato di auto sportive. La Uno Turbo i.e. si rivolgeva indubbiamente ad un pubblico giovanile. Ma si parla di un’altra epoca in cui i giovani non vedevano l’ora di compiere 18 anni per prendere la patente dell’auto.

Michele Alboreto, pilota Ferrari di F1 dell’epoca, testò la compatta in Brasile nel 1985 sul circuito di Jacarepaguá. E commentò così l’esperienza fatta: “È un’auto che diverte, sincera nella risposta, con un’erogazione del turbo che sa regalare emozioni. Con qualche cavallo in più, sarebbe perfetta anche in pista.

Prima serie (1985–1989)

La sportiva innanzitutto montava sotto il cofano il motore da 1.301 cm³ dotato di iniezione elettronica Bosch, accensione digitale Magneti Marelli, turbocompressore IHI VL2 raffreddato ad acqua e un intercooler aria/aria. Questo motore sprigiona 105 CV di potenza e 147 Nm di coppia disponibile a 3.200 giri. Il cambio a 5 rapporti deriva dalla Ritmo 105 TC. Le prestazioni sono di tutto rispetto: la Uno Turbo i.e. scatta da 0 a 100 km/h in 8,3 secondi e può raggiungere i 200 km/h di velocità massima. Una sportiva nel complesso piacevole da guidare, considerando anche il peso di soli 845 kg. Il telaio irrigidito grazie ad una barra antirollio si abbina all’impianto frenante con dischi ventilati anteriori.

La carrozzeria presenta pochi dettagli sportivi cominciando dai paraurti ridisegnati con fendinebbia integrati e feritoie per il raffreddamento dell’intercooler e dell’olio. Non mancano nemmeno le minigonne e gli archi passaruota – non in tinta carrozzeria – derivati dalla Uno SX. Il portellone posteriore integra uno spoiler in vetroresina. I cerchi in lega sono da 13 pollici, diamantati, presentavano coprimozzi con lo scorpione Abarth su sfondo rosso. I cerchi calzavano pneumatici ribassati 175/60.

L’abitacolo esibisce una strumentazione rigorosamente analogica Veglia-Borletti (opzionale era disponibile quella digitale Nippon-Seiki). Tra gli indicatori, segnalo il tachimetro, il contagiri, i manometri per la pressione e la temperatura dell’olio, la temperatura dell’acqua, il livello del carburante senza dimenticare il manometro del turbo. Una novità assoluta nel settore delle compatte consisteva nell’innovativo “check panel”, uno schermo che indicava lo stato di porte, luci, raffreddamento e lubrificazione.

Negli interni troviamo anche i rivestimenti in velluto nero per i sedili che sono provvisti di fianchetti abbastanza pronunciati. Questo tessuto è decorato con le 5 barrette che all’epoca formavano il logo Fiat, ripetute e di colore rosso. Stesso tessuto con decorazioni lo ritroviamo anche sui pannelli delle portiere anteriori. Il volante a 4 razze presenta al centro la scritta Uno Turbo i.e. mentre la moquette del pavimento è di colore rosso e contrasta benissimo con i tappetini di colore nero. Oltre alle cinture di colore nero, mi piace anche sottolineare la presenza di un orologio digitale a cristalli liquidi rossi.

Con l’aggiornamento del 1986 si introducono nuovi colori, la mascherina e gli specchietti in tinta e specialmente le strisce adesive “Turbo i.e.” lungo le fiancate. Nell’abitacolo compare il nuovo cruscotto digitale verde più leggibile. L’aggiornamento 1987 (Anno Modello 1988) introduce il rivoluzionario quanto problematico sistema antibloccaggio “Antiskid”, progettato da AP Lockheed. Questo sistema agisce esclusivamente sulle ruote anteriori.

Seconda serie (1989–1994)

Innanzitutto, la cilindrata del motore cresce leggermente raggiungendo i 1.372 cm³ mentre la potenza massima sale fino a 116 CV grazie anche all’adozione di una turbina Garrett T2. Si registra un buon miglioramento nello scatto da 0 a 100 km/h, chiuso adesso in 7,7 secondi.

cambiamenti nell’estetica non mancano a cominciare dalla linea rossa che taglia i paraurti e le minigonne laterali. I gruppi ottici sono più piccoli. La calandra adesso è in tinta carrozzeria e presenta due feritoie. Al centro si trovano le cinque barre inclinate del logo Fiat. Debuttano inoltre anche i nuovi cerchi a quattro razze. Non c’è più il portellone posteriore posteriore con spoiler in vetroresina.

L’abitacolo, più moderno ed ergonomico, presenta rivestimenti dei sedili a quadretti neri e grigi. Molto bello e accattivante è senza dubbio il volante a tre razze Momo in pelle. Il tachimetro del quadro strumenti ha il fondo scala a 240 km/h.

Nel giugno 1991 arriva sul mercato in Italia la versione con catalizzatore che rispettava la direttiva Euro 1. La potenza del motore scende a 112 CV/82 kW. Si registra dunque una perdita, di quattro cavalli, che sacrifica un po’ le prestazioni. Nello stesso periodo debutta anche la versione Racing che introduce diversi elementi nella stessa tinta della carrozzeria e la scritta Racing in corsivo, collocata sotto l’indicatore di direzione laterale. La Racing era anche full optional di serie e quindi includeva: il tetto apribile; la chiusura con telecomando; i lavafari; gli alzacristalli elettrici; la vernice metallizzata.

Le serie speciali

Alcune carrozzerie artigianali realizzarono esemplari unici della Uno Turbo i.e., sia della prima che della seconda serie, dopo aver acquistato le scocche da Fiat, complete solo della meccanica. Ogni vettura esibiva colori fuori serie, dettagli estetici personalizzati, cerchi dedicati e rivestimenti pregiati degli interni, quali pelle e Alcantara. Queste carrozzerie storiche erano: Coriasco (Style), Scioneri, Giannini, Moretti e Hormann. La torinese Moretti nel 1986 presentò la Uno Turbo MX. Questo esemplare sfoggia una colorazione in tinta unita, cerchi in lega con pneumatici ribassati, interni in Alcantara, cruscotto con elementi in radica e strumentazione digitale.

La sportiva rimase in produzione fino al 1994 anche se si registrarono alcune immatricolazioni anche nel 1995. Il veicolo successore di questo modello è da considerarsi la Punto GT.

Per quanto concerne il prezzo di listino, nel maggio del 1985 partiva da 14.450.000 lire. Oggi, i pochi esemplari rimasti in circolazione hanno una valutazione spesso superiore ai 20.000 euro (vedi questa pagina).

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