Norbert Singer sviluppò un’auto da corsa completamente nuova per il campionato del mondo 1978: mi riferisco alla Porsche „Moby Dick“ 935/78. Il soprannome rimanda al romanzo omonimo di Herman Melville, a causa delle dimensioni notevoli e della tinta prevalentemente bianca. Porsche omologò questa auto da corsa sulla base della Porsche 911 SC.

Oltre alla presenza di un telaio tubolare in alluminio, vi ricordo che la Porsche „Moby Dick“ 935/78 è 6 cm più bassa rispetto alla 911 di serie dell’epoca. Questa caratteristica permette di ridurre l’ampiezza dell’area frontale con conseguente minore resistenza all’aria. Il pavimento come anche la parte anteriore e quella posteriore erano realizzati in plastica rinforzata con fibra di vetro.

Si notano subito, nella grembialatura anteriore sia le due aperture tonde che convogliano l’aria verso i freni anteriori sia i fari integrati dietro i pannelli di plexiglass. Il serbatoio della benzina ha una capacità di 120 litri e si trova sotto il cofano anteriore come si può notare bene guardando proprio il cofano (si vede anche il sistema di alimentazione dell’olio motore).

La lunghezza del posteriore era significativamente differente rispetto ai modelli precedenti mentre la poderosa ala posteriore regolabile, in un primo momento, era piatta e larga quanto l’intero posteriore. Successivamente gli ingegneri la resero più stretta ma più alta. I parafanghi presentano diverse fessure di ventilazione utili a dissipare maggiormente il calore dell’impianto frenante.

Per quanto concerne l’abitacolo, sottolineo come il posto del pilota si trovi sul lato destro della 935/78. I vantaggi sono: migliore visione panoramica per il pilota e una migliore dinamica di guida nelle curve a destra data dallo spostamento del baricentro verso l’interno (all’epoca la maggior parte dei circuiti erano guidati in senso orario).

Motore
I regolamenti dell’epoca delle vetture del Gruppo 5 imponevano ai cilindri di essere raffreddati ad aria. Porsche aveva progettato di costruire un nuovo motore completamente raffreddato ad acqua ma alla fine solo la testata poté essere raffreddata ad acqua. Il motore Boxer a 6 cilindri eroga 845 CV (620 kW). Per la maratona che rappresentava Le Mans, la potenza scese a “soli” 750 CV. Due sono sia i turbocompressori KKK che i due radiatori dell’aria. La pressione di alimentazione è di 1,6 bar che può raggiungere temporaneamente il valore di 1,8 bar. Il cambio è un nuovo manuale a 4 rapporti. Con un peso di soli 1.025 kg, questa iconica auto da corsa GT ha superato i 366 km/h di velocità massima nella sua unica apparizione a Le Mans 1978.

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