I progettisti di Infiniti si sono affidati alle tradizionali filosofie giapponesi del ‘mitate’ e ‘shitate’ per realizzare gli interni lussuosi dell’Infiniti QX50 2019. Scopriamoli più nel dettaglio e conosciamo queste filosofie.

‘Mitate’ e ‘shitate’

La prima filosofia è quella del ‘Mitate‘ che si pronuncia “mee-ta-teh”: con questa parola ci si riferisce alla pratica di curare e riunire la migliore selezione possibile di materiali da impiegare nell’abitacolo.

Il concetto di ‘shitate‘ (pronuncia: “shee-ta-teh”) riguarda invece l’esecuzione, potrei dire la messa in opera, il desiderio di ottenere la migliore combinazione possibile dai vari materiali.

Durante lo sviluppo degli interni dei prototipi, i progettisti hanno sperimentato una vasta gamma di pelli sconosciute. Gli interni vedono la presenza della pelle nera a cominciare dalla consolle centrale e da parti del cruscotto mentre le superfici più morbide sono rivestite di pelle bianca e pelle Nubuck.

La produzione di serie

Procedendo rapidamente nello sviluppo della produzione di serie dell’Infiniti QX50 2019, i progettisti di Atsugi hanno voluto mettere subito in pratica il concetto di ‘mitate’ all’inizio del processo di progettazione. E così, invece di attingere ad un portafoglio già esistente di materiali già collaudati, i progettisti hanno sperimentato una vasta serie di campioni di legno, pelle, metalli e impunture.

Per quanto concerne la lavorazione del legno, Infiniti ha adottato un approccio diverso vòlto il più possibile alla conservazione delle caratteristiche naturali; e altrettanta accuratezza e attenzione è stata adottata nella scelte delle pelli pregiate. In questo lussuoso abitacolo dunque non c’è spazio per le plastiche soft-touch.

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