Il primo, che nel mercato inglese è identificato con il nome di “Monza”, ha una caratteristica tutta sua: è verniciato di color titanio e questo lo rende molto particolare soprattutto se lo abbinate al colore nero della carrozzeria: della serie ci vuole fegato ma l’effetto non è affatto malvagio, forse basta solo abituarsi. Il secondo (chiamato Pescara sempre in UK), molto elegante, vi farà penare quando andrete a lavare la vostra Golf. Altra caratteristica che balza subito all’occhio sono le pinze dei freni di colore rosso vivo, un tocco di sportività che non guasta. All’anteriore dischi dei freni da Ø 312 mm e al posteriore due dischi pieni da Ø 286 mm.

Facciamole adesso un giro intorno. L’Edition 30 non è tamarra. Gli interventi sulla carrozzeria vòlti a distinguerla dalla massa delle altre golf ci sono eccome ma sono gradevoli, curati, mai sfrontati.

È una Golf che si fa notare senza eccedere troppo. Il paraurti anteriore vede una piccola lamina aggiuntiva rispetto al GTI “normale”. Presenti anche le minigonne e lo spoiler posteriore di dimensioni comunque contenute. Anche il paraurti posteriore vede un disegno diverso ma sobrio. Tutti questi elementi sono in tinta con la carrozzeria, cosa che la distingue dalla GTI “normale”.

La calandra è molto curata. La mascherina a nido d’ape è riuscita bene e contornata in basso dalla mitica striscia rossa. Una nota stonata: le griglie del paraurti non sono state curate allo stesso modo visto che il disegno è sempre a nido d’ape ma la griglia resta chiusa , il che non è esteticamente molto gradevole a vedersi. Oltre al logo leggendario “GTI” devo segnalarvi la presenza del marchio VW all’interno dei gruppi ottici anteriori: osservate con attenzione per credere!

Inoltre, la vostra attenzione verrà, per finire, carpita dallo scarico a doppia uscita integrato nel finto diffusore. I gruppi ottici posteriori sono bruniti, altra peculiarità della Edition 30! Non siete ancora in imbarazzo? Allora basta salire a bordo.

Sei i colori disponibili e tra questi segnalo i vari Rosso Tornado, Nero, Bianco, Reflex Silver e Steel Grey.

INTERNI — Tutto, qui, è molto rassicurante, intuitivo, direi quasi semplice. La pulizia delle linee del cruscotto e della plancia e di tutto il resto ti fa quasi appisolare (sto scherzando, ovviamente). La prima cosa che ti colpisce è il volante a tre razze, dalle dimensioni contenute, con i suoi 8 pulsanti multifunzione. Questo volante, dalla cucitura rossa, ti trasmette la voglia di impugnarlo spesso, saranno i materiali o forse il fatto che è smussato nella parte inferiore, cosa che lo rende molto racing. Presente il logo classico, argentato, della GTI.

Presenti anche i bilancieri se avete optato per il cambio Dsg. La strumentazione è sufficientemente completa, ordinata. Il contachilometri arriva a segnare i 300 km/h mentre di notte il quadro si illumina di blu. Tutto molto gradevole. Nella parte centrale della plancia, se lo avete richiesto, campeggerà lo schermo del navigatore. A detta di alcuni è una presenza forse troppo invadente e poco discreta. Poco al di sotto ecco la leva del cambio fatto a pallina da golf, come nelle primissime GTI. Anche qui sono evidenti le cuciture rosse in contrasto piacevole con inserti di argento.

Il logo Edition 30 campeggia, oltre che sul portellone posteriore a destra, anche all’interno dell”abitacolo: sui listelli battitacco e sulla plancia  davanti agli occhi del passeggero anteriore. Andiamo avanti. Un altro particolare molto gradito al golfista con il coltello tra i denti è sicuramente la pedaliera in alluminio, di serie come sulla R32. I tappetini sono neri con un bordino rosso di contorno. Cuciture rosse in bella evidenza anche sulla parte finale della leva del freno a mano e sui sedili.

Lascia un commento