Ferrari
| SCUDERIA FERRARI - HEADQUARTERS |
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| Sede: Maranello | Sito ufficiale | |
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Pensi alla Scuderia Ferrari ed immediatamente pensi alla Formula Uno. Ebbene sì: senza la Ferrari, la Formula Uno non avrebbe ragione di esistere, non sarebbe più la stessa roba, sarebbe un guscio vuoto. La Ferrari ha fatto la storia della F1, la Ferrari è, a pieno diritto, un bel pezzo sostanzioso di storia della classe regina dello sport automobilistico.
Il mitico e carismatico Enzo Ferrari (1898-1988) fondò la Scuderia nel lontano 1 dicembre 1929 a Modena. E all'inizio della sua storia sportiva, la Ferrari dovette legarsi inevitabilmente all'Alfa Romeo.
Dal 1930 in poi ha partecipato, strappando diversi successi, a diverse altre competizioni e gare internazionali tra le quali è doveroso citare il Campionato Mondiale per Vetture Sport, la 24 Ore di Le Mans, la 24 Ore di Daytona, la 12 Ore di Sebring, la Targa Fiorio e la Mille Miglia.
Ma è la F1 la classe che ha dato i maggiori successi alla Scuderia Ferrari. Il palmares del Cavallino è imbarazzante per i rivali: ad oggi (2010) la Ferrari ha conquistato 15 titoli mondiali piloti e 16 titoli mondiali costruttori avendo partecipato ad oltre 800 GP.
Nel 1951, alla seconda stagione in F1, ecco la prima ed indimenticabile vittoria: a coglierla fu Josè Froilàn Gonzàles, pilota argentino, che il 14 luglio concluse al comando i 90 giri di quel GP di Gran Bretagna con un tempo di 2:42'18.2 precedendo di 51 secondi Juan Manuel Fangio sulla rivale di allora, l'Alfa Romeo.
Nel 1952 con Alberto Ascari giunse il primo titolo piloti. Il pilota milanese fece il bis l'anno successivo. Nel 1956 l'argentino Fangio dopo due mondiali consecutivi conquistati con la Mercedes, fece il tris con la Ferrari. Nel 1958 fu Mike Hawthorn fu il terzo pilota del Cavallino a diventare campione del mondo di F1.
Nel 1961 è la volta dell'americano Phil Hill a trionfare: in questa circostanza si trattò della prima doppietta Ferrari nel mondiale piloti e costruttori. Il britannico John Surtees nel 1964 si laureò campione del mondo con il Cavallino. Ancora oggi è l'unico uomo ad essere diventato contemporaneamente campione del mondo in F1 e nel Motomondiale.
Dopo una decade di sostanziale dominio delle scuderie britanniche, a metà degli anni 70 si registrò l'avvento al potere dell'austriaco Niki Lauda che trionfò nel 1975 e nel 1977. Tutti si ricorderanno il suo terrificante incidente avvenuto nel 1976 dove rischiò seriamente di perdere la vita.
Nel 1979 fu il sudafricano Jody Scheckter a laurearsi campione; da allora sono passati 21 anni prima che il Cavallino non arraffasse un altro mondiale piloti. Nel 1983 la Ferrari conquista il suo ottavo titolo costruttori grazie alla coppia tutta francese composta da Arnoux e Tambay.
Soltanto alla fine degli anni 90, la Scuderia è tornata al successo grazie alle straordinarie qualità di un gruppo di uomini (piloti, dirigenti, meccanici, uomini-chiave) che ha saputo rilanciarla e portarla sulla vetta del mondo.
Nel 1999, in seguito alla rottura della gamba di Michael Schumacher a Silverstone, la Ferrari dovette rinunciare al mondiale piloti ma non a quello costruttori.
Nel quinquennio dal 2000 al 2004, il dominio della Ferrari fu totale: la Ferrari ridicolizzava gli avversari essendo la superiorità tecnica del mezzo imbarazzante. E Michael Schumacher al volante della Rossa sembrava un Dio sceso sulla terra.
Giusto per rinfrescarci la memoria, sia sufficiente ricordare che al termine della stagione 2004 la Ferrari terminò con 262 punti; dietro di lei la Williams riuscì a racimolarne soltanto 119. La stagione 2003 fu certamente molto più combattuta.
Penalizzata dal nuovo regolamento, nel biennio 2005-2006 la Ferrari deve inchinarsi alla Renault e al suo condottiero Fernando Alonso.
Il 2007, ormai senza Schumacher, è l'anno dell'ultimo titolo piloti per il team di Maranello. Il finlandese Kimi Räikkönen vinse il suo titolo sia in pista sia in giudizio rivaleggiando con la McLaren. La Ferrari si laureò campione del mondo costruttori con 204 punti. A causa della spy-story, la McLaren, una volta riconosciuta colpevole, perse tutti i punti del mondiale costruttori.
Il 2008 consegnò alla Ferrari il titolo costruttori ma non quello piloti. La Scuderia vinse di 21 punti sui rivali della McLaren e di 37 sulla BMW ma questo successo non alleviò troppo la grande amarezza per una stagione globalmente non all'altezza della Ferrari. Una stagione dagli alti e dai bassi, condita da imperdonabili errori e sfortunate coincidenze (vedi rotture di alcune dispettose bielle nei momenti cruciali della stagione).
Il 2008 verrà ricordato anche per il momento no di Räikkönen. Il biondo finlandese sembrava destinato ad un bis veloce, rapido, indolore per gli avversari e invece ce lo ritroviamo fragile fragile come un pulcino bagnato. Adesso tutto il mondo si chiede se Kimi riuscirà ad invertire la rotta prima che sia troppo tardi. Ma ci riuscirà veramente? Sappiamo tutti che il vento in poppa adesso ce l'ha Felipe Massa anche se nel 2009, con i nuovi regolamenti e le nuove monoposto, i rapporti di forza in gioco tra i vari protagonisti della scena potrebbero anche invertirsi e modificarsi.
Il 2009 invece è stato un anno davvero mediocre per la Ferrari, mai veramente in grado di lottare con i migliori per i titoli mondiali. L'unico successo è stato a Spa. A fine stagione il finalndese Raikkonen lascia la Rossa e la Formula Uno. Il 30 settembre 2009 sul sito della Ferrari è stato possibile leggere un comunicato attraverso cui fu pubblicizzato l'avvenuto accordo con Fernando Alonso. Lo spagnolo firmò un contratto triennale.
Il 2010 sembra essere un anno davvero promettente per la Ferrari che parte forte con la robusta doppietta in Bahrain. Poi però perde colpi rispetto alle McLaren e alle Red Bull e arretra con entrambi i piloti sullo schieramento; ma da metà stagione in poi, quando tutto sembrava un po' compromesso e i distacchi erano abbastanza consistenti, la Ferrari inverte la rotta e, puntando tutto su Alonso, arriva all'ultima gara di Abu Dhabi con 8 punti di vantaggio su Webber e ben 15 su Vettel.
Ma sul circuito di Yas Marina succede un po' l'impensabile: a causa di un errore di valutazione e di strategia, il muretto Ferrari decide di "marcare" stretto Webber, considerato il pilota più pericoloso, dimenticandosi di Vettel. Il tedesco vince la gara mentre lo spagnolo termina settimo, complice il traffico e l'impossibilità di effettuare sorpassi, e deve dire addio al mondiale piloti per soli 4 punti di svantaggio. Vettel si è laureato come il più giovane campione mondiale di F1.
La stagione 2011 per il Cavallino è stata decisamente sottotono. Fin dall'inizio costretta ad inseguire la coppia Red Bull-McLaren, la Ferrari è riuscita a conquistare il terzo posto nel costruttori grazie soprattutto ai numeri di Fernando Alonso che ha colto un brillantissimo successo a Silverstone. Massa, al contrario ha deluso nella maniera più assoluta tant'è che non è riuscito a salire nemmeno una volta sul podio. La 150° Italia paga un'aerodinamica sbagliata e lo scarso feeling con le gomme dure Pirelli.
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