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Vettel nel box a Suzuka.

Signori il mondiale è andato. Non ci giriamo troppo intorno. E l’ultimo filotto deprimente di GP di Sebastian Vettel ha messo a cuccia, direi, in maniera definitiva, i sogni di gloria del tedesco di cogliere il quinto titolo mondiale di Formula 1.

Un filotto negativamente micidiale ha caratterizzato il percorso di Vettel con riferimento alle ultime tre gare.

Dopo la libidinosa doppietta in Ungheria, e i due podi colti tra Belgio ed Italia, è cominciato il tramonto delle ambizioni di Sebastian Vettel a Singapore con il pastrocchio innescato dal compagno di squadra finlandese.

Poi la mazzata in Malesia che lo ha costretto a partire dal fondo dello schieramento per poi cogliere un quarto posto alle spalle di Ricciardo.

Oggi, lo scacco matto: una piccola, minuscola candela gli ha azzoppato la gara fin dal giro dello schieramento sulla griglia.

Con questo filotto negativo di risultati non si può cullare il sogno di vincere il mondiale, non si scappa. Un vero peccato perché la prima parte della stagione ha illuso molti tifosi del Cavallino.

Di seguito, incollo il commento ufficiale di Maurizio Arrivabene, team principal della Scuderia:

Ancora una volta, nonostante il grande potenziale della vettura, le cose non sono andate come ci aspettavamo. Il problema che ha fermato Seb è imputabile alla rottura di una candela di accensione. Abbiamo ravvisato un’anomalia nel giro di schieramento e tentato il possibile per risolvere il problema. La partenza di Seb è stata ottima, ma poco dopo abbiamo dovuto richiamare la macchina in garage e poi ritirarla.

La gara di Kimi è stata compromessa dalla posizione di partenza non ideale, conseguenza della penalità per la sostituzione del cambio danneggiato nell’incidente in P3. Da lì è stato in grado di recuperare posizioni fino al quinto posto.

Come ho già detto altre volte, sappiamo che la macchina c’è, i piloti e la squadra anche: per cui affronteremo le prossime gare con impegno e determinazione ancora maggiore. Fino all’ultima curva dell’ultimo Gran Premio.